giovedì 6 ottobre 2016

McCain : "Abbatteremo aerei russiin Siria"

“Fanno il deserto e lo chiamano pace, diceva lo scrittore romano Tacito. Lo stesso si potrebbe dire oggi di Bashar al-Assad e del suo alleato Vladimir Putin in Siria”. Inizia così l’ultimo editoriale pubblicato sul Wall Street Journal a firma del senatore repubblicano John McCain, già candidato alla Presidenza degli Stati Uniti nel 2008 e attuale Presidente del “Senate Armed Servicess Commitee”. LEGGI ANCHE: “Ci siamo noi dietro il caos in Siria” Il senatore, criticando l’operato dell’amministrazione Obama, chiede al Dipartimento di Stato e alla Casa Bianca di intervenire in maniera decisa per fermare immediatamente Assad e Putin: “L’attuale amministrazione – scrive il senatore – sostiene che il Congresso non sarebbe pronto a sostenere un approccio più energico in Siria, dopo il mancato sostegno all’azione militare del 2013. Questo è un mito. Quello che molti contestavano al tempo era la mancanza di una strategia più ampia in Siria per venire incontro a quelli che sono gli interessi nazionali degli Stati Uniti nella regione. E gli Stati Uniti hanno bisogno di una strategia ad ampio raggio, ora come ora. Qualsiasi approccio alternativo deve iniziare con l’indebolire la potenza area di Assad. Si tratta di un vantaggio strategico che permette al regime di perpetuare il conflitto attraverso la strage indiscriminata di siriani innocenti. Gli Stati Uniti e i suoi partner di coalizione devono pertanto dare un ultimatum ad Assad, chiedendo immediatamente alle sue forze aree di interrompere di volare. E se la Russia continuerà con i suoi bombardamenti indiscriminati – afferma John McCain – dovremmo mettere in chiaro subito che i loro aerei sarebbero a rischio. Dobbiamo inoltre creare delle zone sicure per i civili e fare tutto ciò che è necessario per proteggerli dalle continui violazioni di Assad, Putin e delle forze estremiste. Mentre la coalizione a guida Usa sta facendo progressi nella lotta contro Stato islamico, non possiamo dimenticare che quella organizzazione terroristica è un sintomo della guerra civile siriana. Il futuro di quel conflitto avrà notevole impatto strategico sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Il “falco” repubblicano, da sempre nemico giurato della Russia e in particolare di Vladimir Putin, chiede inoltre che i cosiddetti “ribelli moderati” ostili al regime vengano sostenuti e armati: “Allo stesso tempo – scrive il senatore – dobbiamo fornire un’assistenza militare più consistente ai gruppi dell’opposizione. L’unica maniera per isolare e colpire gli estremisti sul campo di battaglia, è far sì che i ribelli moderati possano combattere in autonomia. L’approccio dell’amministrazione Obama in Siria ha fallito miseramente. Ora è il momento di una nuova strategia, in grado di raggiungere degli obiettivi realistici. Questo senza dubbio comporterà dei costi maggiori. Ma l’alternativa è tutt’altro che a costo zero: è la continuazione, per anni e anni, di terrore, di una tragedia, di una crisi di rifugiati, e di una guerra nel cuore del Medio Oriente che continuerà a minacciare gli Stati Uniti e a destabilizzare il mondo”. LEGGI ANCHE: Quella in Siria è una guerra mondiale Il senatore dell’Arizona, da sempre promotore di una politica estera particolarmente aggressiva e «guerrafondaia», non è nuovo a questo tipo di attacchi nei confronti di Assad e di Vladimir Putin. Lo scorso febbraio, in un’intervista alla Cnn, aveva affermato che “Putin vuole far sì che la Russia torni ad essere una grande potenza militare nel Medio Oriente”, accusando il presidente russo di “aggravare di proposito la crisi dei rifugiati, usandola come arma per dividere l’alleanza transatlantica e minare il progetto europeo”. Sarebbe interessante chiedere al senatore cosa intende esattamente quando parla di “ribelli moderati” e come proverebbe a dividerli dai gruppi islamisti, giacché è stata recentemente manifestata l’incapacità degli Stati Uniti in tal senso, tanto da indurli persino a non attaccare di proposito i terroristi di al-Nusra, la diramazione siriana di al-Qaeda (ora Jabhat Fateh al-Sham) per non rischiare di colpire civili o altre fazioni ribelli. Interessante inoltre parrebbe essere il legame che lega John McCain e l’Arabia Saudita, Paese che nella guerra civile siriana insieme a Qatar, Turchia e agli stessi Stati Uniti, ha avuto un ruolo centrale nel sostenere e armare l’opposizione – “moderata” e non – al fine di rovesciare il presidente siriano Bashar al-Assad. cristiani_sotto_tiro Nel 2014, infatti, la Fondazione McCain Institute, ramo senza scopo di lucro per la raccolta di fondi del McCain Institute for International Leadership nell’Arizona State University, avrebbe ricevuto una donazione di 1 milione di dollari dalla Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita. Notizia che il senatore dell’Arizona ha tuttavia provato a smentire. Rimane il fatto che per John McCain i wahabiti rimangono degli alleati imprescindibili degli Stati Uniti nel Medio Oriente, nonostante i noti rapporti con il terrorismo internazionale. Foto tratta da Wikipedia http://www.occhidellaguerra.it/abbatteremo-gli-aerei-russi-in-siria/

ONU: RIFIUTATA LA DICHIARAZIONE RUSSA SUL BOMBARDAMENTO ALL'AMBASCIATA

5 10 2016 La delegazione degli Stati Uniti ha bloccato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la dichiarazione russa di condanna del bombardamento dell’Ambasciata a Damasco. Ieri Mosca aveva proposto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di condannare l’attacco dei jihadisti contro l’edificio della missione diplomatica, bombardato con colpi di mortaio.Londra e Kiev al fianco di Washington Come riferito a RIA Novosti nella rappresentanza permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Mosca ha presentato una dichiarazione standard al Consiglio di Sicurezza, che come consuetudine viene adottata nel caso di attacchi alle missioni diplomatiche. Il documento ha trovato l’insoddisfazione della delegazione americana, che ha cercato di introdurre “elementi di parte”, hanno rilevato i diplomatici russi. “Gli americani hanno giocato maldestramente in coordinazione con gli inglesi e gli ucraini. Questo dimostra il loro disprezzo per la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche”, — si legge nel comunicato dei diplomatici russi all’ONU. Scosse le basi morali I diplomatici russi hanno ricordato che Mosca ha sempre sostenuto iniziative simili in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU in relazione ai crimini contro le missioni diplomatiche. Diplomazia in pericolo L’attacco è avvenuto ieri. I ribelli hanno sparato contro la costruzione della missione diplomatica russa a Damasco 3 granate, una delle quali è esplosa in prossimità del complesso residenziale del corpo diplomatico. Secondo il ministero degli Esteri russo, il bombardamento è stato condotto da un sobborgo della capitale siriana controllata dai militanti di Al-Nusra e Failak ar-Rahman. Al ministero degli Esteri russo hanno caratterizzato il bombardamento contro l’Ambasciata come il risultato delle “azioni di coloro che, come gli Stati Uniti e alcuni dei suoi alleati, continuano a fomentare il sanguinoso conflitto in Siria, flirtare con i terroristi e gli estremisti di vario tipo.” Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/politica/20161005/3441267/Siria-diplomazia-Ucraina-UK-terrorismo.html

SIRIA: AEREI DELLA COALIZIONE BOMBARDANO E COMPIONO UN MASSACRO

SYRIA – L’altra faccia della rivolta 6 10 2016 Aerei della coalizione a guida Usa hanno commesso un nuovo massacro contro i siriani, uccidendo e ferendo più di 60 civili nel villaggio di Thelthanh, nella campagna della zona di al-Bab, a nord della città di Aleppo. … Fonti locali e dei media hanno riferito che il villaggio, che si trova a 50 km a nord della città di Aleppo, è stato ieri sera bersaglio di pesanti raid aerei lanciati dalla coalizione degli Stati Uniti, causando la morte di almeno 28 persone, tra cui 3 bambini, e ferendone altre 100, la maggior parte delle quali si trova in condizioni critiche. Inoltre, un danno significativo è stato inferto a decine di case nel villaggio, sede di rifugiati costretti a fuggire da diverse aree della campagna a nord di Aleppo a causa dei crimini dei terroristi di Daesh. Secondo Risan Haddou del consiglio democratico il veivolo che ha commesso la criminale incursione apparterebbe all’air force turca. Haddou ha fatto appello alle organizzazioni internazionali affinché venga avviata un’indagine sull’accaduto e per fermare quella che ha definito l’aggressione turca. Nel frattempo, l’esercito siriano prosegue la sua avanzata nel distretto di Owaija, nel nord di Aleppo, recuperando il controllo di diverse strutture, tra cui la sede di approvvigionamento idrico, una fabbrica di birra, una di tappeti e altri. Le forze siriane stanno avanzando anche nel distretto di Al-Ameryiah, nel sud di Aleppo, roccaforte dei takfiri. https://www.facebook.com/SYRIA-Laltra-faccia-della-rivolta-121253544625013/

SIRIA: L'ATTACCO AL CONVOGLIO ERA UN FALSO

SYRIA – L’altra faccia della rivolta L’ATTACCO AL COVOGLIO UN FAKE 6 10 2016… L’attacco contro il convoglio umanitario delle Nazioni Unite e della Mezzaluna Rossa Araba Siriana del 19 settembre è una “messa in scena perfettamente preparata”, è quanto hanno annunciato i risultati preliminari di esperti indipendenti del gruppo di sostegno internazionale della Siria.
Dopo che Washington ha dichiarato di aver stabilito che il convoglio era stato vittima di un attacco aereo, gli esperti hanno condotto un’analisi comparativa di foto e video dell’attacco a disposizione, comprese le immagini catturate dal drone delle forze russe osservando l’avanzamento del convoglio. In questo video, “è chiaro che armi di grosso calibro sono trasportate sotto la copertura di convoglio umanitario”, hanno annunciato gli esperti. “Utm Al-Kubra è sul territorio controllato dai terroristi del gruppo di al-Nusra. Inoltre, l’area è caratterizzata da una elevata concentrazione di militanti. Se si prendono i rapporti del 19 settembre, troverete che nello stesso posto contemporaneamente, i miliziani di Al-Nusra hanno lanciato una grande offensiva su Aleppo “, dice il documento. In questa nuova relazione, gli esperti hanno notato che l’analisi delle fotografie presentate nei media indica che la cabina di guida di uno dei veicoli del convoglio è rimasta intatta e “non ha alcun segno di esplosione, detriti o fori […] solo il suo stock di merce è stato toccato: si è bruciato […] Inoltre, tutto intorno, la strada è rimasta in perfette condizioni, cosa che non sarebbe accaduta se il convoglio avesse subito bombardamenti aerei.” A seguito dell’incidente del 19 settembre, il Ministero della Difesa russo aveva detto immediatamente che il convoglio non era stato colpito da un attacco aereo, ma che qualcuno aveva dato fuoco al carico. Eppure Stephen O’Brien, responsabile delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite, aveva definito l’accaduto sciopero un “attacco implacabile” che non può essere spiegato o giustificato, il convoglio era stato “chiaramente identificato come umanitario” e questa informazione è stata diffusa “a tutte le parti del conflitto”. Per questo l’alto funzionario delle Nazioni Unite aveva chiesto un’indagine “immediata, imparziale e indipendente”, annunciando al contempo una sospensione di tutti i convogli umanitari in Siria. In una dichiarazione rilasciata dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, il suo portavoce John Kirby aveva ipocritamente definito gli Stati Uniti “indignati” per l’attacco, aggiungendo che “il regime siriano e la Federazione russa conoscevano la destinazione del convoglio e questi operatori umanitari sono stati uccisi nel tentativo di alleviare le sofferenze del popolo siriano”. https://www.facebook.com/SYRIA-Laltra-faccia-della-rivolta-121253544625013/
SYRIA – L’altra faccia della rivolta… 6 10 2016
Un giornalista di origine siriana ha denunciato che il New York Daily News e l’Independent, per evitare di accusare i “ribelli” di bombardare le zone residenziali sotto il controllo governativo. Harout Ekmanian a Rt ha espresso la sua incredulità alle notizie deliberatamente inesatte diffuse sulla morte della giovane nuotatrice siriana Mireille Hindoyan e di suo fratello dodicenne uccisi nel distretto di occidentale di Villi, ad Aleppo. “Credo che la prima vittima della guerra è la verità, in particolare nella guerra siriana dove il giornalismo e i giornalisti hanno sofferto molto. Preservare l’imparzialità è diventato un compito molto difficile per i giornalisti”, ha detto. Ekmanian, che ora vive a New York, ha scritto un editoriale sul New York Daily News per raccontare quello che era successo ai due giovani, solo chem in fase di pubblicazione, è stata rimossa la parte in cui veniva sottolineata la responsabilità dei gruppi armati per queste morti: “Il New York Daily News ha pubblicato il mio contributo, ma un punto è stato rimosso … sto ancora aspettando una spiegazione”, ha detto a RT. Ekmanian, che proviene dal quartiere armeno di Aleppo, dice di aver parlato con testimoni oculari che hanno “specificamente confermato” che il bombardamento è stato effettuato da “ribelli”. “Il problema di questa censura dei media o dei mezzi di polarizzazione su alcuni fatti sulla guerra siriana [mostra] che vi è una generale atmosfera di parzialità dei media … Credo che questo sia un problema generale che vedo per l’esperienza che ho passato.” La sua critica non era solo riservata al New York Daily News, ma anche al quotidiano Independent: “L’articolo dell’Independent non ha effettivamente detto che era a causa del bombardamento dei ribelli. Hanno cercato di dare la colpa al bombardamento del governo o dei suoi alleati”, ha detto. Ekmanian ha accusato i media di ignorare completamente la situazione nelle zone della città sotto il controllo delle autorità siriane continuamente attaccate dai gruppi armati perché non si adatta loro narrativa: “Raramente vedete tutte le informazioni su Kefreya o Al-Fuah che sono città assediate della Siria e sono assediate dai ribelli … Raramente ho visto pezzi nei media internazionali e anche sui social media da diversi attivisti o diversi personaggi pubblici che parlano di violazioni o tattiche che sono contro il diritto internazionale umanitario che vengono commessi dalla parte anti-governativa”. https://www.facebook.com/SYRIA-Laltra-faccia-della-rivolta-121253544625013/

ALEPPO LA DISTRUZIONE DELL'OSPEDALE AL-KINDI

Con l’avanzata dell’esercito siriano ad Aleppo, è possibile notare e vedere concretamente qual è stato lo stile di vita nella città prima che la guerra ed il terrorismo prendessero il sopravvento; in giorni in cui presso molti media occidentali si è parlato di non meglio precisati ospedali distrutti nei territori controllati dai ribelli ad Aleppo, è emersa la ben più che paradossale vicenda della struttura di Al Kindi, posta a nord della metropoli siriana. Per approfondire: Aleppo, la posta in gioco La storia di questo nosocomio è emblema di cosa sono stati Aleppo e la Siria prima della guerra e cosa i terroristi di al Nusra e ‘soci’ sono riusciti a distruggere dal 2011 ad oggi; l’ospedale di Al Kindi infatti, è stato (bisogna purtroppo parlare al passato) un centro specializzato contro il cancro: dal Medio Oriente e dalla Siria, molte persone sono riuscite ad evitare viaggi della speranza in Europa o negli Stati del Golfo ed hanno potuto curarsi in questa grande struttura pubblica posta nei quartieri nord di Aleppo, non lontano dalla zona industriale di Handarat e dalla Castillo Road. Un centro di eccellenza, un vanto della sanità della Repubblica Araba siriana, che per anni ha curato migliaia di persone e che però a partire dal 2012 ha dovuto cessare ogni attività; quelli che per tanto tempo sono stati chiamati ‘ribelli moderati’, incuranti dell’importanza civile dell’ospedale, hanno bersagliato la struttura e ne hanno fatto un sito strategico della battaglia di Aleppo: infatti, l’Al Kindi era posto in un’altura che, grazie ad un’eventuale conquista, avrebbe permesso di minacciare gran parte del nord della seconda città siriana. Chiuso l’ospedale quindi, con i malati messi in fuga e mandati in fretta e furia da altre parti, l’esercito siriano per 11 mesi ha provato a difendere la struttura e ad evitare di cederla ai terroristi che premevano da est; nonostante l’assedio e l’accerchiamento, gli uomini di Al Nusra per diverso tempo non sono riusciti a penetrare all’interno dell’ospedale e soltanto nel 2013 un camion bomba guidato da un kamikaze sono riusciti a sconfiggere la resistenza dei soldati di Assad: l’esplosione ha ucciso gran parte del battaglione dell’esercito siriano che per quasi un anno ha difeso il nosocomio, chi è sopravvissuto è stato poi fatto prigioniero e successivamente fucilato dai terroristi, mentre la struttura è completamente collassata a causa della deflagrazione. Il tutto ovviamente, nel silenzio più totale dei media, stridendo e non poco con quanto invece avviene ogni giorno nelle ultime settimane, in cui i raid russi e siriani sono posti in cattiva luce grazie anche a notizie circa continui bombardamenti di ospedali e di piccoli o grandi nosocomi; in molti di questi casi, la veridicità di quanto è trapelato dalle zone di Aleppo fuori dal controllo governativo è tutta da verificare ed in molti soprattutto hanno fatto notare come la seconda città siriana, specie nelle orientali, non ha mai avuto prima della guerra decine di ospedali, tanti quanti ufficialmente secondo l’osservatorio siriano dei diritti umani (istituto che ha sede a Londra) sarebbero stati bersagliati negli ultimi mesi. Per approfondire: Il massacro (dimenticato) di bambini in guerra Adesso comunque, quel che resta dell’ospedale Al Kindi è nuovamente in mano al governo siriano; i soldati che nelle settimane scorse sono riusciti ad avanzare da nord e che hanno preso possesso di Handarat e del limitrofo campo profughi palestinese, in queste ore hanno conquistato questa importante altura, preziosa anche per avanzare nei quartieri ad est del centro di Aleppo, gli unici rimasti in mano ai ribelli ed ai terroristi. Di quell’ospedale realmente tirato giù, fatto saltare in aria da un kamikaze di Al Nusra, non è rimasto altro che un cumulo di macerie; un ospedale dimenticato, un centro sanitario di eccellenza venuto meno nel silenzio più totale: la riconquista di questa struttura da parte dell’esercito, è soprattutto simbolica ed è volta ad onorare quei soldati che per 11 mesi hanno provato tra il 2012 ed il 2013 ad evitarne la totale distruzione, al tempo stesso però la presa dell’area di Al Kindi, è riuscita a dimostrare pure come i gruppi terroristici operanti ad Aleppo città siano oramai allo stremo e con poche munizioni e rifornimenti di viveri; la battaglia per la seconda città siriana è segnata ed appare solo questione di tempo prima che la sacca anti governativa crolli e lasci via libera ai cittadini trasformati in veri e propri scudi umani: gli uomini di Assad infatti, stanno avanzando anche nei quartieri centrali e sono in procinto di allargare il perimetro di sicurezza attorno alla Cittadella, ossia il luogo più famoso della città e patrimonio dell’umanità dal 1987. La storia dell’ospedale di Al Kindi, è anche emblematica dei torti e degli errori dell’occidente, il quale si è reso complice della destabilizzazione di uno Stato che per anni è riuscito a garantire un eccellente servizio sanitario ai propri cittadini ed ha mantenuto aperti centri di eccellenza in tutto il paese; le cancellerie occidentali, hanno sostenuto coloro che hanno realmente distrutto ospedali e centri di vitale interesse civile in Siria, se Al Kindi ed altri nosocomi sono oggi ridotti a cumuli di macerie la colpa è soltanto di chi, pur di colpire Assad, non ha avuto alcuno scrupolo nel sostenere ed armare i gruppi estremisti. http://www.occhidellaguerra.it/un-ospedale-dimenticato-ad-aleppo/

giovedì 29 settembre 2016

L’ultimatum di Kerry alla Russia: “Fermate i raid o fine dei rapporti”

LA STAMPA 29 09 2016
Il Segretario di Stato al ministro degli Esteri Lavrov: agite immediatamente. E Ban Ki moon avverte: “Gli attacchi agli ospedali sono crimini di guerra” paolo mastrolilli inviato a new york Gli Stati Uniti minacciano di interrompere le comunicazioni con la Russia sulla Siria, mentre il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon accusa apertamente di «crimini di guerra» chi sta usando le armi più distruttive per colpire anche gli ospedali. Il capo della diplomazia americana, John Kerry, ha parlato ieri al telefono con il ministro degli Esteri di Mosca Sergei Lavrov, per la prima volta dopo l’ultimo incontro che avevano avuto venerdì a New York. Il segretario di Stato ha informato il collega che Washington è pronta ad interrompere qualunque tipo di interazione sulla Siria, se il Cremlino non farà «passi immediati» per fermare l’offensiva su Aleppo e ristabilire la tregua che era stata negoziata il 9 settembre scorso. Il suo portavoce Kirby ha aggiunto: «Sta alla Russia la responsabilità di fermare questo assalto e consentire l’accesso degli aiuti umanitari ad Aleppo, e alle altre aree che ne hanno bisogno». http://www.lastampa.it/2016/09/29/esteri/lultimatum-di-kerry-alla-russia-fermate-i-raid-o-fine-dei-rapporti-J4SvpbVeMEGG9b99003KFP/pagina.html Kerry ha espresso anche «grave preoccupazione» per gli attacchi contro gli ospedali e altre strutture civili: «Il segretario ha chiarito che gli Stati Uniti e i loro partner considerano la Russia responsabile di questa situazione, incluso l’uso di bombe incendiarie e anti bunker in un ambiente urbano, una drastica escalation che mette i civili a grande rischio». Le accuse dell’Onu Quasi nelle stesse ore, parlando al Consiglio di Sicurezza, il segretario generale dell’Onu ha in sostanza accusato Siria e Russia di commettere crimini di guerra: «Siamo chiari. Coloro che usano armi sempre più distruttive sanno esattamente cosa stanno facendo. Sanno che stanno commettendo crimini di guerra». Ban ha aggiunto: «Immaginate la distruzione. Persone con gli arti mutilati. Bambini in terribile dolore senza alcun conforto. Immaginate un macello. Questo è peggio». Ban non ha citato direttamente il regime siriano o il suo alleato russo, ma è noto chi sta conducendo l’offensiva, che ha colpito anche i due principali ospedali nella zona di Aleppo controllata dai ribelli: «La legge internazionale - ha aggiunto Ban - è chiara: gli operatori sanitari, le strutture e i trasporti devono essere protetti. I feriti e i malati - civili e combattenti allo stesso modo - devono essere risparmiati». L’intesa raggiunta da Usa e Russia a Ginevra prevedeva sette giorni di cessate il fuoco, e poi la creazione di un «Joint Implementation Center» per applicare la tregua, che però è saltata quasi subito. Gli americani stanno aiutando gli oppositori, per evitare la caduta completa di Aleppo, ma premono su Mosca perché ritengono che stia guidando l’offensiva e abbia il potere assoluto di fermare Assad. http://www.lastampa.it/2016/09/29/esteri/lultimatum-di-kerry-alla-russia-fermate-i-raid-o-fine-dei-rapporti-J4SvpbVeMEGG9b99003KFP/pagina.html

martedì 27 settembre 2016

ALEPPO: SOTTO IL SISTEMA DELLA MENZOGNA, QUALCHE VERITA’

Maurizio Blondet 27 settembre 2016 12 Il Financial Times e il Wall Street Journal scrivono, come fosse cosa provata, che sono stati i russi incenerire il cosiddetto convoglio umanitario verso Aleppo: fatto sul quale il ministro russo Lavrov ha chiesto all’Onu un’inchiesta indipendente, sapendo benissimo che la Russia non è stata . Richiesta non solo rigettata, ma di cui i media italiani non vi hanno dato notizia. I media italiani in compenso riportano l’accusa di Samantha Power, ambasciatrice americana all’Onu: “Mosca commette crimini di guerra”, senza nemmeno ridere. Sono 15 anni che gli Usa commettono crimini di guerra in Afghanistan, Irak, Libia, Somalia….E crimini contro l’umanità in combutta coi loro complici israeliani e con i sauditi: proprio in questi mesi partecipano (con gli inglesi) al massacro della popolazione in Yemen. I media piangono e ululano di pietà per “i civili di Aleppo”: “90 morti fra cui molti bambini” (Sky Tg 24), “275 mila civili sotto assedio(Repubblica), la povera popolazione senz’acqua – Mosca bombarda perché non vuole la tregua. Non dicono, ovviamente, che Mosca bombarda perché gli americani hanno infranto la tregua sottoscritta, massacrando a sorpresa soldati siriani in coordinamento con l’IS; così mostrando che gli Usa sono complici dell’IS e hanno tratto in inganno Mosca, tradendo la sua buona fede. Anche questo è stato chiarito da Lavrov: “Non più concessioni unilaterali sulla Siria”. E’ la risposta, ha detto, a chi chiede: “Dateci altri tre o quattro giorni di pausa sicché possiamo convincere i gruppi d’opposizione a dissociarsi da Al Nusrah. Se tutto si riduce a questo, non prendiamo sul serio tali discorsi”. L’Italia: incriminare Mosca Che cosa è apparso di questo sui media? Niente. E’ apparso che il governo italiano, la Mogherini e gli inglesi e i francesi hanno chiesto all’Onu di INCRIMINARE formalmente Mosca per i bombardamenti su Aleppo, “contro i civili”. Fra cui “tanti bambini”. “ “senza acqua né luce”. Menzogne e ipocrisia. Aleppo è distrutta da quattro anni. L’acqua e la luce mancano da anni. La distruzione di Aleppo è cominciata con l’offensiva dei “ribelli” nel 2012, aiutati dagli americani e sostenuti Erdogan (che ha saccheggiato gli impianti industriali della città, prendendosi i macchinari e portandoli in Turchia). In questi giorni, russi e aviazione siriana bombardano le macerie. Macerie fra cui si nascondono i terroristi dell’IS che si fanno scudo della popolazione civile, insieme ad agenti e militari-consiglieri turchi, israeliani, nordamericani. Non lo diciamo noi. Lo ha detto uno dei capi, forse il capo di Al Nusrah, Abu Al—Ezz, intervistato dal giornale tedesco di Colonia Koelner Stadt Anzeiger : Abu al Ezz col giornalista tedescoAbu al Ezz col giornalista tedesco http://www.ksta.de/politik/interview-mit-al-nusra-kommandeur–die-amerikaner-stehen-auf-unserer-seite–24802176-seite2 Qui, il comandante militare dei terroristi dichiara che: •I terroristi sono direttamente sostenuti dagli Usa •hanno ricevuto carri armati ad altri armamenti pesanti attraverso Libia e Turchia •hanno ricevuto ufficiali ed esperti da Usa, Israele, Turchia dentro Aleppo assediata •i comandanti dell’IS sono guidati dall’intelligence occidentale. •loro non vogliono cessate il fuoco ulteriori •“Gli Usa sono dalla nostra parte”. Il giornalista del Koellner, Von Jürgen Todenhöfer, ha anche girato un video: che è stato fatto sparire con uno dei trucchi che usano strani enti dai nomi di fantasia per censurare notizie che smentiscono le menzogne occidentali. Fars News, raccogliendo informazioni sul terreno da varie fonti (i curdi, il giornale libanese Al Akbhar, gli ufficiali ianiani sul terreno) ha stabilito che gli americani hanno proprie truppe in Siria, in ben sette basi nella parte settentrionale – in evidente preparazione allo smembramento di quella parte del Paese (Erdogan vuole la sua parte): Nella provincia di Hasakah gli americani stanno creando un campo di aviazione dall’aeroporto di Rmeilan, fuori uso da anni, dove vogliono stabilire la loro base di operazioni. Nel villaggio di Mabrouka, dove sono presenti almeno 45 uomini di truppe speciali. nella Cementiera francese Lafarge, localizzata tra Kobane e la città di Ain Issa, dove apparentemente hanno installato una base di addestramento dei terroristi e un area di atterraggio elicotteri. Ad Ain Issa ci sono oltre 100 soldati USA. Alla base di Kobane sono stati visti oltre trecento americani. A Tel Byder, provincia di Hasaka, i militari Usa formano i terroristi e preparano aree per atterraggio elicotteri. Tel Abyadh è la base che ha visto i più notevoli movimenti di truppe speciali Usa: presenti almeno 200 special forces con veicoli blindati, bandiera a stelle e strisce alzata su alcuni edifici. La ‘giornalista’ Maria Goracci che fa’ ‘coraggiosi’ servizi da dietro il confine turco, non ha visto nulla di questo. Piange, come tutti, sui bambini di Aleppo senza acqua né luce (lo sono dal 2012), bombardanti dagli spietati russi. Così la guerra degli americani contro Mosca parrà, ai telespettatori, una giusta e normale risposta alla barbarie russa. Aleppo senz’acqua? Dal 2012 Le “fonti”a cui invece i media credono ciecamente,e di cui diffondono le”informazioni” sulle atrocità del regime siriano, e sulle sofferenze dei bambini di Aleppo, sono notoriamente due. le-infomazioni-dellosservatorioLe “informazioni” Syrian Observatory Una è il Syrian Observatory for Human Rights, che ha sede ha Coventry, Regno Unito, in casa di un tal Rahmi Abdul Rahman, che è un oppositore di Assad, e dice di essere in contatto telefonico con sue fonti in Siria. E’lui che ha dato la notizia (falsa) dell’uso, da parte dell’aviazione siriana, di “barili” pieni di cloro o qualche altra “arma chimica”: E’ lui che valuta le perdite civili in 240 mila, e via crescendo. Nessun “grande giornalista” s’è mai provato a controllare in modo indipendente i dati di Abdul Rahman. Invece molte notizie televisive cominciano: “Il Syrian Observatoy for Human Right”. Come si fa a dubitare di un “Osservatorio sui Diritti Umani”? E il gioco è fatto. L’altra “fonte” sono i Caschi Bianchi, una pseudo-ong che dice di salvare “migliaia” di vite sul terreno, e si fa’ passare per una sorta di Médécins Sans Frontières araba – di fatto al seguito dei terroristi, di cui è una evidente emanazione. Fondata da un agente britannico, James Le Mesurier, co finanziata dal governo britannico e quello americano, la pseudo Ong “White Elmets” ha ricevuto almeno 60 milioni di dollari per “documentare”le atrocità. Di fatto, ogni attacco contro Al Nusrah viene da questa presentato come “contro i civili, gli ospedali, i medici”. Non ci credete? Pensate che io stia diffondendo propaganda russa e siriana? Scusate: forse non sapete che il capo siriano dei Caschi Bianchi Raed Saleh, nell’aprile scorso s’è recato in Usa per ricevere un permio per la sua azione “umanitaria”, ma è stato bloccato dalle autorità di frontiiera che lo hanno reimbarcato sull’aereo da cui era sceso, e che tornava a Istanbul, perché a dette autorità risulta”associato ad Al Nusrah”, che rimane nella lista nera americana come organizzaizone terrorista. E questo non l’ha scritto un blogger complottista, bensì il New York Times. Respinto da Usa come terroristaRespinto da Usa come terrorista http://www.nytimes.com/2016/04/21/world/middleeast/leader-of-syria-rescue-group-arriving-in-us-for-award-is-refused-entry.html?_r=1 Non avvertite la ‘giornalista’ Goracci. Non avvertite la Mogherini di queste notizie E’ inutile: esse sono parte del Sistema della Menzogna. Così una volta Solgenitsyn aveva definito il sistema sovietico. Oggi, è l’Occidente ad adottar la menzogna totale. Finirà male come quell’altro. Goracci, Mogherini sono i complici consapevoli e i reggicoda del Sistema della Menzogna, e della guerra che verrà. http://www.maurizioblondet.it/aleppo-sistema-della-menzogna-qualche-verita/

Dugin: la Terza guerra mondiale mai così vicina

Pubblichiamo l'intervento del politologo e scrittore russo Alexander Dugin, scritto sulla rivista russa di geopolitica Katehon. "Come abbiamo detto più volte, l'aspetto principale della stagione politica che stiamo vivendo non è costituito dalle… newsagielle.it ---------------------------------------------------------------------------------------------------- Pubblichiamo l'intervento del politologo e scrittore russo Alexander Dugin, scritto sulla rivista russa di geopolitica Katehon. "Come abbiamo detto più volte, l'aspetto principale della stagione politica che stiamo vivendo non è costituito dalle competizioni elettorali, ma dalla guerra. Però, se c'è un luogo in cui le elezioni continuano ad avere una qualche importanza, questo luogo sono gli Stati Uniti d'America, i quali, manco a farlo apposta, sono strettamente coinvolti con il problema della guerra. Alcuni giorni fa, sabato 17 settembre, la possibilità di una guerra è stata straordinariamente alta. Come sappiamo, quel giorno le forze armate americane, che nessuno ha mai invitato ad intervenire in Siria, hanno bombardato le posizioni dell'esercito siriano a Deir ez-Zor. Sessanta soldati siriani sono morti in quel bombardamento. Si è trattato di un colpo estremamente importante per le milizie dell'ISIS, per i quali gli americani svolgono di fatto un'attività di consulenza, oltre che di armamento, sebbene ufficialmente li combattano. Questa volta però hanno superato il limite. Bombardare soldati siriani non significa soltanto dichiarare guerra alla Siria, ma anche alla Russia, impegnata al fianco di Assad. La misura è colma. Certo i vertici americani hanno immediatamente dichiarato che si è trattato di un errore e hanno chiesto alla dirigenza russa di non lasciarsi prendere dall'emozione. Ma gli americani possono stare tranquilli, perchè grazie alla moderna tecnologia tramite i satelliti è possibile seguire quanto accade sul terreno da un desktop. Tecnicamente, i bombardieri americani non possono essersi semplicemente confusi. E cosa più importante: se ti avessero detto che si stavano preparando a bombardarti, e tu non hai detto niente, allora vuol dire che tu eri d'accordo? E' evidente che gli Stati Uniti si stanno preparando ad una guerra contro la Russia. Tali incidenti di frontiera somigliano molto ad operazioni effettuate per sondare un'eventuale reazione. Che fa a questo punto Putin? Il Cremlino reagisce? Il punto di non ritorno non è ancora stato raggiunto, ma la reazione di Mosca non sta a dimostrare che tanti russi sono pronti ad uno scontro diretto, frontale, con la NATO e gli Stati Uniti? E' questa la vera ragione per la quale è stato sferrato l'attacco contro l'esercito siriano. L'élite globalista degli Stati Uniti, ovviamente, non può dominare da sola il mondo intero, tanto più ora che la minaccia rappresentata da Trump potrebbe mettere in discussione persino il loro controllo sugli USA. Soltanto ora che il burattino Obama è ancora in carica, mentre il candidato globalista Hillary Clinton perde colpi giorno dopo giorno agli occhi degli elettori, è ancora possibile scatenare una guerra. Un evento simile consentirebbe loro di far rinviare le elezioni o di costringere Trump, in caso di vittoria, ad iniziare il suo mandato presidenziale in condizioni catastrofiche. Per questo i neoconservatori e i globalisti americani vogliono la guerra. E in fretta, prima che sia troppo tardi. Se Trump riuscisse ad entrare alla Casa Bianca mentre ancora regna la pace, allora una simile guerra non potrebbe avere luogo nel prossimo futuro. E questo significherebbe la fine dell'onnipotenza delle folli élites globaliste. Quindi la situazione, in questo momento, è molto, molto grave. Gli ideologi della NATO e i globalisti americani, ormai sull'orlo dell'abisso, hanno bisogno della guerra ora - prima delle elezioni presidenziali. Di una guerra contro di noi. Non tanto per conseguire la vittoria: ciò che interessa loro è lo stato di guerra in sè. Questo è l'unico modo attraverso il quale possono prolungare il loro dominio e spostare l'attenzione degli americani e del mondo intero dalla loro serie infinita di fallimenti e di crimini. Il gioco dei globalisti è stato ormai scoperto. Presto dovranno cedere il potere e comparire davanti al tribunale della storia. Solo una guerra può salvarli. Ma che dire di noi? Noi non vogliamo la guerra. Nè oggi, nè domani, nè mai. Nella nostra storia noi non abbiamo mai desiderato la guerra. Ma abbiamo sempre combattutto e, in effetti, non abbiamo quasi mai perso. Certo abbiamo sopportato perdite terribili e sacrifici colossali, ma alla fine abbiamo vinto. E vogliamo continuare a vincere. Se non fosse stato così, oggi non saremmo una nazione così grande e libera dal controllo straniero. Ma questa volta è necessario guadagnare tempo, il più possibile. Gli americani hanno sostanzialmente attaccato le nostre posizioni, come i georgiani a Tskhinvali nell'agosto del 2008. I Russi sono sotto il fuoco nemico e questo non può essere ignorato. La nostra reazione è stata estremamente cauta ed equilibrata. Abbiamo detto ciò che pensiamo di questo atto di aggressione americano, ma con termini molto posati. La fatalità della situazione, però, sta nel fatto che se Washington decidesse di optare per la guerra in questo momento, noi non possiamo impedirlo. Se dovessero continuare a ripetersi episodi come quello del 17 settembre noi saremo costretti ad accettare la sfida e a scendere in guerra, o ammettere consapevolmente la sconfitta. Questa volta, l'esito finale della lotta per la pace, che è come sempre il nostro obiettivo ed interesse, non dipende da noi. Abbiamo davvero bisogno di mantenere la pace, di guadagnare tempo fino all'8 novembre. Dopo, tutto sarà più semplice. Ma il colosso al collasso ci concederà questo tempo? Dio non voglia che accada. Ma chi poteva pregare, ha pregato alla vigilia della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. In ogni caso il nostro obiettivo è sempre e solo la vittoria. La nostra vittoria. Gli americani stanno bombardando i nostri ragazzi. La Terza Guerra Mondiale non è mai stata così vicina. http://www.newsagielle.it/Detail_News_Display/Esteri/dugin-la-terza-guerra-mondiale-mai-cosi-vicina

Damasco ha intercettato conversazioni tra militari Usa e Isis prima dell'attacco del 17 settembre.

La Presidentessa del Parlamento della Siria, Hadia Half Abá, ha dichiarato che il suo paese è in possesso delle registrazioni delle conversazioni militari tra i militari degli Stati Uniti e i terroristi dello Stato Islamico (ISIS) effettuate dopo il bombardamento della coalizione a guida Usa contro l'esercito siriano a Deir Ez-Zor e poco prima della successiva avanzata dei jihadisti. "L'esercito siriano ha intercettato i negoziati tra gli americani e l'Isis prima dell'attacco a Deir ez-Zor", ha dichiarato la Presidentessa in una conferenza stampa a Teheran (Iran). "Le forze americane hanno coordinato con i jihadisti iun attacco contro le posizioni delle truppe siriane dopo il bombardamento", ha aggiunto. Il 17 settembre, aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno effettutato quattro attentati che hanno causato la morte di 62 soldati dell'esercito siriano, facilitato l'avanzata dell'Isis e compromesso la tregua firmata a Ginevra il 9 settembre. FONTE Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it Notizia del: 26/09/2016 http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-damasco_ha_intercettato_conversazioni_tra_militari_usa_e_isis_prima_dellattacco_del_17_settembre/82_17227/

Manlio Di Stefano (M5S): «Dal futuro della Siria passa il futuro del mondo»

«Strano mondo il nostro, dove chi ha armato e addestrato i cosiddetti 'ribelli moderati' per destabilizzare il governo del Presidente Bashar al-Assad, insieme a chi ha bombardato senza alcun mandato la Libia di Gheddafi per opportunità commerciali, creando 20 anni di caos in Medio Oriente, si permette di ergersi a moralizzatore» Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it di Manlio Di Stefano Stati Uniti d'America e Nazioni Unite, con in testa la Francia, accusano la Russia di essere la concausa del dramma siriano. Strano mondo il nostro, dove chi ha armato e addestrato i cosiddetti "ribelli moderati" per destabilizzare il governo del Presidente Bashar al-Assad, insieme a chi ha bombardato senza alcun mandato la Libia di Gheddafi per opportunità commerciali, creando 20 anni di caos in Medio Oriente, si permette di ergersi a moralizzatore. Gli stessi, tra l'altro, che non si sconvolgono nel riconoscere all'Arabia Saudita (che arma i tagliagola dell'ISIS e applica la sharia) il ruolo di presidente della commissione diritti umani dell'ONU.
La Russia, è chiaro, non sta e non starà a guardare mentre la NATO avanza a oriente e lo Zio Tom prova a pisciare sul giardino di Putin. Che ci piaccia o meno, così è. Dal futuro della Siria passa il futuro del mondo, non si scherza più. Da anni chiediamo che l'Italia si smarchi da questa infame guerra di potere e riaffermi con chiarezza un principio sacro alla pace, quello di non ingerenza. I dittatori li deve cacciare il popolo sovrano non le bombe di chi vuole il petrolio al costo della vita altrui. La terza guerra mondiale è alle porte e noi, purtroppo, siamo nelle mani del trio Renzi-Gentiloni-Pinotti. Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it Notizia del: 26/09/2016 http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-manlio_di_stefano_m5s_dal_futuro_della_siria_passa_il_futuro_del_mondo/82_17228/

Siria, comandante del gruppo terrorista Al Nosra rivela l'appoggio ricevuto da Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Israele

Nel corso di un'intervista ad un giornale tedesco, un comandante del gruppo terrorista Al-Nusra, ha rivelato l'appoggio ricevuto da Stati Uniti, Qatar, Arabia Saudita, Israele in Siria. Il sostegno di cui gode Al-Nusra (rinominato Fath al-Sham) da parte degli Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Kuwait e Qatar è apertamente confermato, in un'intervista al giornale tedesco Kölner Stadt- Anzeiger da Abu al-Ezz, un comandante della stesso gruppo terrorista. "Noi siamo una parte di Al-Qaeda. I nostri problemi sono cambiati. Per esempio, ora ci dà sostegno Israele, perché è in guerra con la Siria. Noi e ISIS eravamo un gruppo (singolo), ma gli Stati Uniti hanno favorito l'ISIS per i loro interessi e per scopi politici", ha spiegato il capo della banda estremista al giornalista Jürgen Todenhöfer. Durante l'intervista, pubblicata, oggi, Abu al-Ezz ha indicato che Washington ha rifornito Al-Nusra tramite terzi. Gli Stati Uniti d'America, ha detto, "sostengono i paesi che ci sostengono. Abbiamo vinto battaglie grazie ai TOW (missile anticarro) e ai carri armati che sono arrivati ??dalla Libia attraverso la Turchia." "I missili ci sono stati consegnati direttamente", ha aggiunto il comandante del Fronte al-Nusra nella di Aleppo. "Quando eravamo assediati, abbiamo avuto qui agenti di Turchia, Qatar, Arabia Saudita, di Israele e Stati Uniti che ci hanno guidati su come usare i missili e le telecamere di sorveglianza con visione notturna. Secondo il leader terrorista, gli Stati Uniti sono dalla parte di Al-Nusra, ma non come dovrebbero essere, perché a differenza di altri attori, Washington non ha ricompensato i loro sforzi. "Il governo dell'Arabia Saudita ci ha pagato 5 milioni di dollari per conquistare la scuola di Fanteriadi Aleppo", ha precisato A parte i suoi supporti, Abu al-Ezz ha parlato della possibilità di un cessate il fuoco ed ha insistito sul rifiuto dell'organizzazione e dei suoi alleati a qualsiasi misura che porterebbe ad una cosa del genere. "Noi non riconosciamo la tregua", ha ribadito prima di riconoscere che, quando entrerà in vigore un cessate il fuoco, "abbiamo riorganizzato le nostre forze in tutte le province". Inoltre, il terrorista ha evidenziato che il suo gruppo non è a favore dell'arrivo di aiuti umanitari verso la parte orientale di Aleppo. "Il regime deve ritirarsi da tutte le aree in modo d lasciar passare i camion. Se un camion osa accedere, arresteremo l'autista", ha avvertito. Fonte: ksta.de http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-siria_comandante_del_gruppo_terrorista_al_nosra_rivela_lappoggio_ricevuto_da_stati_uniti_arabia_saudita_qatar_e_israele/82_17233/ Notizia del: 26/09/2016

L'opposizione siriana chiede l'intervento militare degli Stati Uniti in Siria

L'opposizione siriana chiede l'intervento militare degli Stati Uniti in Siria L'opposizione siriana ha esortato gli Stati Uniti ad effettuare un intervento militare in Siria per "difendere il popolo siriano". E non finisce qui. Regno Unito, Francia e USA chiedono una riunione urgente del Consiglio sicurezza dell'ONU per Aleppo.
Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it "Chiediamo a Washington di adottare immediatamente entrambe le misure militari e politiche contro il governo di Damasco per difendere il popolo siriano, e dare appoggio ai gruppi armati circondati dalle forze siriane nella città di Aleppo ", ha detto il coordinatore dell'Altp Comitato per i negoziati, HNC, Riad Hijab, in alcuni messaggi pubblicati su Twitter. Hijab ha affermato che l'esercito siriano ha utilizzato armi contro obiettivi civili vietate a livello internazionale. Il leader dell&# http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lopposizione_siriana_chiede_lintervento_militare_degli_stati_uniti_in_siria/82_17208/

sabato 17 settembre 2016

Report: US Bombed Syrian Army in Support of ISIS

Report: US Bombed Syrian Army in Support of ISIS
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Chris Menahan InformationLiberation Sep. 17, 2016 According to the Syrian Army, the United States just bombed one of their positions so ISIS could overrun it. Via Reuters: BEIRUT (Reuters) - Syria's army general command said warplanes from the U.S.-led coalition bombed a Syrian army position at Jebel Tharda near Deir al-Zor airport on Saturday, paving the way for Islamic State fighters to overun it. The air strike killed Syrian soldiers and was "conclusive evidence" that the U.S. and its allies support the jihadist group, the Syrian army said in a statement, noting that the strike was "dangerous and blatant aggression". The U.S.-led coalition has been conducting air strikes against Islamic State since September 2014. In December Damascus accused the coalition of striking an army camp near Deir al-Zor, but Washington said it was done by Russian jets. A strike list issued by the U.S. on Saturday said it had carried out a strike at Deir al-Zor against five Islamic State supply routes, as well as strikes near Raqqa and elsewhere in Syria. Syria's army controls Deir al-Zor airport and parts of the city which are otherwise entirely surrounded by territory held by Islamic State. The U.S. admitted hours ago they "may" have been responsible for the attack which reportedly killed 62 Syrian soldiers: The U.S. military says it halted an air raid against the Islamic State group in eastern Syria after being told by Russia that it might have struck Syrian government forces. The U.S. Central Command statement was issued late Saturday, after Syria and Russia said the U.S.-led coalition had struck a Syrian military base in Deir el-Zour that is surrounded by IS militants, enabling them to advance. The statement says "the airstrike was halted immediately when coalition officials were informed by Russian officials that it was possible the personnel and vehicles targeted were part of the Syrian military." It says "coalition forces would not intentionally strike a known Syrian military unit." Last month, a report came out from an Israeli think tank saying the U.S. should not destroy ISIS because it's a "useful tool" against Syria, Iran and Hezbollah. http://www.informationliberation.com/?id=55506

US-led coalition strikes kill over 80 Syrian troops, IS advances

US-led coalition strikes kill over 80 Syrian troops, IS advances
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 17 09 2016 US-led coalition bombs Syrian army outpost in Deir Ezzor killing at least 80 soldiers Over 80 Syrian soldiers are reportedly dead after US-led coalition fighter planes targeted an army base near the Syrian city of Deir Ezzor. At least 100 troops are wounded. The Russian defense ministry said U.S.-led coalition aircraft, two F-16 and two A-10 warplanes, entered Syrian airspace from Iraq and struck the air base four times, and stopped when Russia intervened. The self-styled Islamic State terrorist organisation claimed its fighters took control of an artillery base between Jabal Thardeh (Mount Thardeh) and the Deir Ezzor airbase. According to reports, IS fighters advanced after the US-led coalition strikes on the Syrian army base, but have been pushed back after Syrian troops regrouped. Russian planes reportedly killed twenty terrorists while aiding Syrian troops who fought back an advance by fighters in the area, as the Syrian army sent dozens of troops to the area, aiming to stop the advance of IS militants. Russian Foreign Ministry’s official spokeswoman Maria Zakharova said in an interview: If we had suspicions earlier that this is in defense of Jebhat al-Nusra (terrorist organization banned in Russia), then now, after today’s airstrikes at the Syrian army, we come to a scary conclusion — the White House defends IS.” In December 2015, international coalition aircraft struck a field camp of the 168th Brigade of the 7th Division of the Syrian Army, which is just two kilometers west of the city of Deir Ezzor. The raid resulted in the deaths of four Syrian soldiers and wounded 12 others, in addition to the destruction of three combat vehicles. The United States said in August 2015 that it’s aircraft would target any party who threatened it’s trained fighters – including the Syrian army. Russia tonight called for an emergency session of the United Nations Security council, which was granted, and demanded an explanation from the US over the airstrikes. Syria News http://www.geopolmonitor.com/us-led-coalition-strikes-kill-80-syrian-troops-advances/

La Russia accusa gli Usa: Strike aereo in Siria contro truppe governative

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-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 17 Settembre 2016 Il Ministero della Difesa di Mosca ha accusato aerei “della Coalizione a Guida Americana” di aver eseguito un bombardamento contro posizioni dell’esercito governativo siriano a Dier Ezzor e che questa azioni ha causato al morte di 62 soldati siriani e il ferimento di altri 100 uomini fedeli ad Al Assad. Lo Strike, secondo i Russi è stato eseguito da aeri F-16 e A-10. Nessuna misura di ritorsione è stata messa in atto dalla difesa aerea Siriana o delle Forze Aeree della Federazione Russa presenti in Siria. Secondo il Ministero della Difesa di Damasco in seguito all’attacco degli aerei americani le truppe dello Stato Islamico sono avanzate fino a conquistare la strategica collina di Tharadeh, fondamentale per la difesa dell’area dove sono asserragliati i reparti di Al Assad. Aggiornamenti appena disponibili Ore 20:45 Fonti Russe: se l’attacco contro i soldati siriani è stato un errore si deve alla volontà americana di non coordinassi con noi sulle azioni aree in Siria Ore 20:47 Sale il bilanncio delle vittime a Dier ezzor: 80 morti. Forse lo strike aereo americano più letale della campagna di Siria Ore 21:50 Il Pentagono: Avevamo avvisato i russi di attività aerea su Dier Ezzor dopo comunicazione di Mosca abbiamo sospeso i Raid nella zona. Nei fatti si tratta di una ammissione di responsabilità Ore 23:01 La Russia chiede la Convocazione Urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere del bombardamento americano sulle posizioni dei soldati siriani Ore 23:31 Si fa teso il clima tra Cremlino e Casa Bianca: Il Portavoce del Ministero degli Esteri russo: dopo l’attacco di oggi siamo giunti alla conclusione che gli la Casa Bianca (non gli USA) difendono ISIS 577 http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-russia-accusa-gli-usa-strike-aereo-in-siria-contro-truppe-governative/

Mosca convoca riunione urgente del Consiglio di sicurezza e denuncia: "La Casa Bianca protegge Daesh"

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Notizie dall'Antidiplomatico 17 Settembre 2016 Mosca convoca una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere del bombardamento nord-americano in Siria contro l'Esercito Arabo Siriano, con oltre 70 morti e 100 feriti. Il bombardamento ha permesso l'avanzata dell'Isis nella zona. Mosca ha inoltre smentito, attraverso una conferenza stampa di sabato sera, di esser stato informato dagli Stati Uniti di un'operazione nella regione di Deir ez-Zor. "La Casa Bianca protegge Daesh", ha accusato il ministero russo degli affati esteri. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mosca_convoca_riunione_urgente_del_consiglio_di_sicurezza_e_denuncia_la_casa_bianca_protegge_daesh/82_17105/ -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- SIRIA - UN ARTICOLO DEL NEW YORK TIMES E QUEL RAPPORTO DI MINORANZA L'aviazione Usa bombarda l'esercito siriano provocando un'ottantina di morti - e consentendo all'Isis di guadagnare terreno - lo stesso giorno nel quale sul New York Times esce un articolo ("His Grip Still Secure, Bashar al-Assad Smiles as Syria Burns") nel quale si parla apertamente di un Assad ancora troppo forte e tuttora in grado di presentarsi come leader nazionale. E lanciando le consuete (e mai dimostrate) accuse - armi chimiche contro il proprio popolo e principale ostacolo al processo di pace in Siria - addebita tale rafforzamento alla poca convinzione degli Stati Uniti nell'affrontarlo. Non può che tornare alle memoria un altro fatto: qualche mese fa, lo stesso quotidiano, aveva rivelato come all'interno del Dipartimento di Stato Usa ci fosse una profonda divisione. Un memorandum firmato da oltre 50 diplomatici criticava fortemente la politica seguita da Obama in Siria ritenendo giunto il momento di adottare un atteggiamento più duro nei confronti del governo di Assad, ricorrendo anche ad attacchi militari (“uso giudizioso della forza”) per indebolirne la posizione e costringerlo a negoziare. Che questo rapporto di minoranza in vista dell'ormai prossimo cambio della guardia alla Casa Bianca sia diventato di "maggioranza"? Diego Angelo Bertozzi Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-siria_larticolo_del_new_york_times_che_anticipa_il_bombardamento_a_favore_dellisis/6123_17107/ ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Siria, 'Agli americani non resta che la disperazione: appoggiare direttamente i terroristi' Nelle ultime 4 settimane: - Un limitato numero di truppe turche sono entrate nel nord della Siria assistite da terroristi provenienti da AlQaeda/AlNusra creando una ininfluente zona sotto il loro controllo. - Gli Israeliani hanno perso 2 aerei e continuano con provocazioni di ogni genere sul confine con la Siria, oltre a dare sostegno ad altri gruppi terroristi che operano in quelle località. - Gli Americani hanno bombardato le posizioni dell'esercito Siriano uccidendo 62 soldati e ferendone oltre 100 per favorire l'avanza di Daesh, poi respinta dagli eroi del SAA. Nel frattempo entra in vigore un cessate il fuoco di cui nulla si sa perchè gli americani e i loro amici sauditi hanno preteso venisse apposto un segreto di stato. Ora, le cose sono due. O Mosca, Damasco e Tehran sono impazzite, oppure il fronte americano-sionista-turco-saudita-qatariota sta implodendo dopo anni e anni di guerra per procura e accetta persino un piano di cessate il fuoco per loro non vantaggioso, purchè i media non sappiano nulla. L'unica cosa che sappiamo è che Nusra/Qaeda verranno bombardate insieme da Russi e Americani. Poco dopo, con tempismo molto sospetto, sono emersi numerosi video in cui forze speciali americane presenti in Siria nei pressi dei villaggi sul confine, in mano a Nusra/FSA e l'esercito Turco, venivano cacciati e minacciati pesantemente. Poco ore dopo e gli Americani compiono uno dei gesti più evidenti e aggressivi dall'inizio del conflitto contro l'Esercito Arabo Siriano. Intervenendo direttamente cosa sperano di ottenere ? - Vincere una guerra per loro ormai persa? Improbabile. - Provocare una reazione Russa che giustifichi un'escalation del conflitto? Possibile. - Rassicurare i terroristi che combattono in Siria dopo la firma del cessate il fuoco? Probabile. Evidentemente non sono bastate le lezioni in Libia e in Ucraina e come tutti i teoremi partoriti nei think tank USA siano stati smentiti. Israele ha già perso jet e uomini, i turchi rischiano di vedersela con l'esercito arabo Siriano e i curdi siriani se osano più di tanto nel nord. Agli americani non resta che la disperazione: appoggiare direttamente i terroristi con la propria aviazione bombardando le postazioni Siriane, dimostrando a Daesh/Nusra/AlQaeda, responsabili di attentati in giro per il mondo, che l'alleanza è più salda che mai, nonostante il cessate il fuoco. Federico Pieraccini http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-siria_agli_americani_non_resta_che_la_disperazione_appoggiare_direttamente_i_terroristi/16990_17103/